Il Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi ha sede nell’antica villa Degli Azzoni Avogadro che sorge alle porte di Cesiomaggiore , in località Seravella, su una piccola altura attorniata da un giardino.
Il museo è nato 25 anni fa con lo scopo di raccogliere, conservare e valorizzare il patrimonio di oggetti, memorie, documenti, immagini riguardanti la vita quotidiana della popolazione rurale bellunese dalla fine del secolo XIX ai giorni nostri.


Nei suoi 900 metri di spazi espositivi, ospita numerose sale tematiche, dedicate all’alimentazione tradizionale, alla vita in pendenza, al rapporto dell’uomo con gli animali, domestici e selvatici e con le risorse naturali. Un ampio spazio è dedicato all’emigrazione, in particolare quella delle balie da latte, al patrimonio immateriale di fiabe e leggende, alla musica e al canto tradizionale, in un percorso in cui il visitatore viene coinvolto a seguire una narrazione composta di oggetti, documenti sonori, video, foto, punti approfondimento multimediali.
L’ultima sala, allestita recentemente, espone una preziosa raccolta di gioielli e ornamenti tradizionali.

Sala Pendio

Altro pregevole punto d’interesse è il giardino che ospita più 300 esemplari di rose antiche.
Il cuore del roseto si sviluppa su una terrazza pensile, aperta verso la Val Belluna, con una galleria di rampicanti e un berceau che offre una magnifica vista sulle montagne.

Il giardino nasce da un progetto di recupero di varietà antiche, tramite talea o margotta, negli orti delle case contadine, nei cimiteri, nei giardini delle canoniche, dei conventi e delle ville del territorio bellunese, iniziato nel 1997 e ancora in corso. Parecchie rose sono state donate da appassionati locali, nessuna pianta è stata acquistata.

Sono rose di diversa provenienza, che hanno viaggiato con uomini e donne, e che si legano non di rado a particolari esperienze e momenti della vita (l’emigrazione, come quella delle balie da latte, il lavoro della terra, la ritualità sacra, la ricerca della bellezza perseguita ad esempio dagli aristocratici collezionisti di rose) e a luoghi suggestivi.
Il giardino delle rose di Seravella non è prezioso solo per le cultivar in esso presenti, ma anche – e forse soprattutto – per la brulicante ricchezza di vicende umane che qui continuano a fiorire e che si legano alle storie raccontate dentro le mura del Museo.

Giardino delle rose

Orari:
a causa delle restrizioni dovute alla pandemia, le giornate e gli orari di apertura subiscono continui aggiornamenti.
A regime, il museo è visitabile sempre dal martedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e il sabato e la domenica pomeriggio dalle 15.00 alle 17.00 in orario invernale e fino alle 18.00 in orario estivo.
Attualmente è necessario prenotare la visita ai seguenti contatti: tel. 0439 438355 e email: [email protected] e l’apertura è limitata ai giorni infrasettimanali con l’aggiunta del venerdì pomeriggio dalle 15.00 alle 17.00.
Ingressi: intero 3 euro, ridotto 2 euro.

Per maggiori informazioni visita il sito del Museo di Seravella.