COMMENTO

San Gregorio nelle Alpi sorge nel Feltrino, alle falde meridionali del monte Pizzocco, nella valle del torrente Veses. Si potrebbe ben dire che San Gregorio, direttamente a Sud del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, stia quasi a dare il benvenuto a chi si appresta ad andare a Nord per entrare in uno dei più spettacolari ed incantevoli luoghi del mondo, l’intera catena delle Dolomiti. Ma è soprattutto il Pizzocco che apre la porta di casa ed invita gli ospiti dalla pianura con un: “Coraggio entrate, ci sono qui io ad accompagnarvi”.


Con il suo grosso testone di roccia dolomitica, infatti, il Pizzocco risplende a ponente di un rosa magico e sembra voler augurare la buona sera a chi, dall’accesso pedemontano, gli si avvicina, invitando i coraggiosi a cimentarsi su una delle pareti verticali più alte e difficili di tutta la catena dolomitica: esso davvero si erge a simbolo dei tanti valori umani e naturali di cui la sorte ha voluto dotare tutte le valli che si diramano a nord dell’ampia plaga che unisce il Feltrino all’Alpago; è infatti dalla Val Belluna che iniziano le tre rotabili le quali consentono di raggiungere San Martino di Castrozza, Agordo e Pieve di Cadore e che poi si estendono a tutto il territorio dolomitico. Ci si azzarda a dire che il Pizzocco è simbolo di valori umani! Sì, e dipende naturalmente dallo stato d’animo di chi lo guarda, perché non c’è dubbio che quel simpatico testone dia un senso di solidità, di volontà a resistere alle difficoltà, di volontà a continuare nel nostro cammino di vita quando si è scoraggiati, e ci invita ad essere incuranti delle intemperie, come lui lo è... e come senz’altro lo sono stati i nostri padri, i nostri nonni e tutti quelli che, per tanti secoli addietro, sono venuti prima di noi.